Riflessioni condivise
L’esigenza dell’amore
A proposito del comandamento che prescrive di amare Dio e il prossimo (Mt 22,34-40), mi viene in mente anzitutto una domanda: come si può dire che l’amore del prossimo ci è prescritto da un Essere superiore che sta in cielo e che si permette di dirci che cosa dobbiamo fare? Io direi molto laicamente che l’amore non è un comandamento ma un’esigenza profonda dell’essere umano. È vero che in natura è presente la legge della competizione, dell’autodifesa, della sopraffazione. Ma è solo una faccia della medaglia; l’universo non potrebbe sussistere se non ci fosse la spinta verso l’aggregazione, a tutti i livelli. Senza rapporti stabili e sicuri non si sopravvive. Se penso di difendere la mia sicurezza minando quella dell’altro, sono fuori strada. La radice dell’amore sta proprio qui: nel capire che il benessere è tale solo se è condiviso.
L’idea di garantire la nostra sicurezza creando muri o reprimendo qualsiasi vera o possibile aggressione è illusoria. Non dovremmo tenerne conto anche quando affrontiamo il tema scabroso della nostra sicurezza? Invece dei muri dovremmo costruire ponti, che consistono nel dialogo, nel perdono, nella riabilitazione. Una via per superare i diversi conflitti personali e sociali. Purtroppo essa viene spesso dimenticata. E allora ecco l’alternativa: la guerra, sia tra persone che tra nazioni, con tutte le sue conseguenze.
E Dio, dove lo mettiamo? Il pensiero di Dio si sffaccia alla nostra mente quando ci rendiamo conto dei nostri limiti. Superare i nostri egoismi, perdonare, accogliere è difficile. Abbiamo bisogno di un aiuto. Allora scopriamo dentro di noi una forza aggregatrice che ci ispira e ci sovrasta; a essa dobbiamo far riferimento per andare oltre i nostri egoismi personali. È un’esperienza che ci trasforma. Da qui ha origine la fede, che significa rapportarsi a un’Entità superiore che ci illumina e ci sostiene. Per amare il prossimo bisogna imparare ad amare colui che è la sorgente dell’amore. È questo che Gesù ci ha insegnato con la sua vita e la sua morte. Per questo lo riconosciamo come nostro maestro e guida..
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